Iniziative

Comunicazione

 

La rivista TEMPO LIBERO compie 30 anni

 

La nostra rivista ha tagliato il traguardo dei suoi primi trenta anni di vita.

E per una pubblicazione, grande o piccola che sia, è un notevole punto di arrivo.
Mi vanto di aver ritenuto, da sempre, indispensabile per la nostra Federazione una pubblicazione che con una costante periodicità, nel nostro caso ogni mese, e pur rappresentando un notevole impegno economico (costi redazionali, tipografici e di spedizione), raggiungesse tutte le sedi periferiche e tutti i nostri associati.

Fondata da Gaetano De Donato, il suo primo direttore, si è distinta nel panorama della pubblicistica dedicata all’associazionismo e al tempo libero.
Negli anni ha visto succedersi, tra alti e bassi, vari direttori, espressione delle presidenze che hanno preceduta la mia sino ad arrivare alla attuale guida di Pino Pelloni. Un giornalista, oltre che insigne storico sociale, votato da anni al mondo del sociale dopo aver rivestito l’incarico di Direttore Generale della Fondazione Osservatorio sul Lavoro Minorile. A lui e ai suoi collaboratori va il nostro grazie.

Ma veniamo a questi trenta anni fotografati dalla nostra testata. Sono trenta anni che rappresentano per il nostro Paese, e di rimando anche per la nostra attività, un percorso segnato da successi sulla strada di un, seppur lento, riformismo democratico. I governi che si sono succeduti, pur con le loro specificità “ideologiche”, hanno sempre ben guardato il nostro mondo. Evitando di penalizzarlo con normative ristrettive e facendo in modo che il Terzo Settore crescesse di consistenza e di peso nella coscienza sociale del Paese. Il mondo dell’associazionismo, sconosciuto al grande pubblico, merita attenzione proprio per il ruolo che riveste nella nostra società. Quando poi, lo stare insieme e il fare vita da circoli, si sposa con l’impegno della solidarietà, dell’accoglienza e dell’integrazione vuol dire che si è sulla strada giusta. Una strada che noi della Fenalc abbiamo ben delineata davanti e sta a testimoniarlo anche il progetto “Comunicare la comunicazione” che sta facendo di questo nostro giornale un punto di riferimento nella comunicazione sociale italiana.

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