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13 Novembre 2009 11:31  

Global Hunger Index: istruire le donne per sconfiggere la fame

 

Roma. L'istruzione delle donne è lo strumento fondamentale per combattere la fame nel mondo che, a causa della crisi, oggi colpisce oltre un miliardo di persone. E' quanto emerge dalla quarta edizione dell'Indice mondiale della fame (Global Hunger Index 2009), realizzato dalle organizzazioni Concern Worldwide, Ifpri (Istituto Internazionale di Ricerca sulle Politiche Alimentari) e Welt Hunger Hilfe e presentato ieri a Roma dal network di ong italiane Link 2007 che ne ha curato la traduzione."Nonostante il rapporto esamini un periodo che arriva fino al 2007, esso misura già  gli effetti della crisi", ha evidenziato Stefano Piziali di Link 2007. Lo studio sottolinea infatti, come il declino delle esportazioni, il tracollo degli investimenti esteri, la riduzione delle rimesse e il taglio generalizzato degli aiuti allo sviluppo, insieme all'impennata dei prezzi dei prodotti alimentari nei paesi poveri, abbiano causato un aumento delle persone sottoalimentate nel mondo: dagli 840 milioni degli anni 2003-2005 si è passati ai 1020 milioni del 2008, circa un sesto della popolazione mondiale.L'indice globale della fame combina tre indicatori: la percentuale dei bambini malnutriti, il tasso di mortalità  infantile e la percentuale di popolazione adulta che non ha accesso a una quantità  adeguata di calorie. "I tre indicatori sono condizionati da i primi due per sottolineare l'importanza di combattere la fame nei primi anni di vita", ha detto Piziali. Nonostante i progressi registrati dal 1990, alcune regioni continuano a registrare preoccupanti livelli di malnutrizione. Nell'Asia Meridionale così come nell'Africa Sub-sahariana i progressi sono stati marginali, e i recenti eventi hanno alzato il numero di persone denutrite nel mondo. Sono ancora ventinove i Paesi che tutt'oggi vivono situazioni di fame allarmanti o estremamente allarmanti, in cui la crisi economica, la stretta finanziaria e il continuo innalzamento dei prezzi hanno aggravato ulteriormente la già  precaria sicurezza alimentare. La flessione globale, con tagli nei salari, disoccupazione, drastiche riduzioni delle rimesse e degli aiuti di donatori, è stata sentita maggiormente da coloro che già  soffrivano di malnutrizione e precarie condizioni economiche. Il rapporto evidenzia inoltre come in alcuni paesi gli alti livelli di malnutrizione siano strettamente connessi ad un trattamento disuguale dei sessi. Se, come indica lo studio, la parità  di genere riveste un ruolo fondamentale nella riduzione e nell'eliminazione della fame globale, il rafforzamento del ruolo della donna, l'eliminazione di discriminazioni di genere e la realizzazione di programmi che sappiano rispondere ai bisogni e alle aspirazioni delle donne sapranno garantire processi di sviluppo sostenibile. (fenalc/com.unica)

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