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I quaranta anni della Caritas festeggiati a Fiuggi
23 Novembre 2011
I quaranta anni della Caritas festeggiati a Fiuggi
Quarant’anni
di attività a fianco degli ultimi, in Italia e nel mondo, che hanno contribuito
a dare speranza e migliorare, in parte, il volto della società. I quarant’anni
dell’organismo pastorale voluto da Paolo VI si stanno celebrando in questi
giorni a Fiuggi con grande solennità, durante il 35° convegno nazionale delle
Caritas diocesane, che dal 21 al 23 novembre riunisce oltre 600 direttori e
operatori delle 220 Caritas diocesane e di Caritas italiana, per parlare del
tema: “La Chiesa che educa servendo carità ‘. Culmine delle celebrazioni sarà
l’udienza con Benedetto XVI nella basilica di San Pietro il 24 novembre, con
oltre 10.000 partecipanti da tutte le Caritas. Anche il presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano ha
inviato un messaggio, constatando che le Caritas diocesane presenti su tutto il
territorio nazionale “rappresentano una risorsa di alto valore etico per la
coesione sociale e lo sviluppo economico del Paese”, perché “operano attraverso
una capillare azione di sostegno e di ascolto, per offrire integrazione e
accoglienza a tutti, con una particolare attenzione alle componenti più deboli
della società, alle giovani generazioni e al loro percorso educativo”. Mons. Mariano Crociata, segretario generale
della Cei, nel suo intervento ha espresso: “In
presenza di palesi limitazioni della giustizia e dell’uguaglianza, si rende
urgente il rilancio di un concetto di legalità che non si riduca alla pur
necessaria osservanza delle norme giuridiche, ma implichi una nuova etica
pubblica come indispensabile cornice entro cui le leggi stesse devono essere
fatte e osservate”. In passato, ha osservato il vescovo, la cosiddetta
“questione morale” passava “per il tema della legalità”: “Oggi questa battaglia appare ancora quanto mai necessaria, ma
insufficiente”. A suo avviso “bisogna
che i cittadini s’impegnino a rispettare” le leggi e che “esse siano conformi
alle reali esigenze del bene comune e della giustizia”. Per una rinnovata
legalità – ha sottolineato – è necessaria un’educazione al bene comune che è
compito di tutti i cristiani, e a un titolo speciale della Caritas”. Da questa
formazione a una “cittadinanza responsabile” potranno venire “cittadini capaci
di esprimere una classe politica sempre più attenta alla dignità di ogni
persona e alle esigenze della vita intera di tutti e di ciascuno”. Poi mons.
Crociata ha rivolto l’invito a recuperare il senso della bellezza del bene,
della carità, e del bene e della carità come fonte della vera bellezza. Un
invito a coltivare “l’idea di una politica – così come di un’economia – a
servizio dell’uomo” per “guardare in modo
nuovo la vita della società civile e delle istituzioni”: lo ha detto, in
apertura del convegno mons. Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e
presidente di Caritas italiana e della Commissione episcopale per il servizio
della carità e la salute. “Il vescovo ha esortato a “recuperare progettualità nella politica, che comporta una rettifica di
atteggiamenti e di comportamenti” e un “rinnovamento in termini di ricchezza di
contenuti”, a partire dal “riconoscimento e dalla tutela dei diritti
fondamentali che sono espressione di una dignità personale che permane in ogni
fase e in ogni condizione della vita umana”. La missione “profetica” della
Caritas, in questo periodo di grave crisi economica, con 8 milioni di cittadini
in povertà relativa, 3 milioni in povertà assoluta e il 25% della popolazione a
rischio povertà, è “sollecitare le istituzioni responsabili a realizzare un
piano completo ed efficace contro la povertà. È stata la raccomandazione di
mons. Giovanni Nervo, 93 anni,
primo presidente della Caritas italiana, incaricato 40 anni fa della sua fondazione,
A questo proposito, sulla base di quella “grande esperienza educativa” che è
stata l’obiezione di coscienza e il servizio civile (con 100.000 giovani
coinvolti), mons. Nervo ha invitato a valorizzare il servizio civile
volontario, oggi in difficoltà per mancanza di risorse. Gli immigrati sono
invece “un fatto nuovo molto importante, non solo perché sono braccia che lavorano
e teste che riflettono, ma perché nei loro confronti la Chiesa ha il compito
preciso di annunciare il Vangelo: non attraverso una evangelizzazione diretta,
perché sarebbe proselitismo, ma con la voce della carità che può arrivare nei
loro cuori”. Mons. Nervo ha chiesto, perciò, alla Caritas di continuare a
svolgere la sua “prevalente funzione pedagogica” nella Chiesa e nella società,
così come intuito da Paolo VI quarant’anni fa. Un ruolo da svolgere con “una
solida cultura e una profonda spiritualità, per cogliere i segni dei tempi ed
essere profezia”.
I NUMERI DELLA CARITAS
Animazione e
promozione Caritas. 2.832
Centri di ascolto (diocesani e parrocchiali); 191 Osservatori diocesani delle
povertà e delle risorse; 196 Laboratori diocesani per le Caritas parrocchiali.
Servizio civile. 760 i giovani immessi in servizio civile da Caritas
tramite il bando 2010: in Italia 724, presso 55 Caritas diocesane, a cui si
aggiungono 36 all’estero.
Progetti otto per mille Italia accompagnati da Caritas Italiana. Nel
periodo 2001-2010: 1.045 progetti realizzati da parte di oltre 180 Caritas
diocesane; 78 milioni di euro investiti in tali progetti, che hanno previsto
una partecipazione economica diretta delle diocesi per circa 67 milioni di
euro; 171 progetti destinati al sostegno della rete dei Centri di ascolto. Nel
periodo 2009-2010: 204 progetti approvati a 119 Caritas diocesane, per un
valore di 12,3 milioni di euro richiesti alla Cei e una compartecipazione delle
Caritas di 10,5 milioni di euro.
Dal IV Censimento della Consulta ecclesiale nazionale degli organismi
socio-assistenziali. 1.613 Servizi socio-assistenziali e sanitari promossi
dalle Caritas diocesane, di cui: 1.269 servizi socio-sanitari e sociali non
residenziali; 311 servizi socio-sanitari residenziali; 33 servizi sanitari.
Attività promosse dalle Caritas diocesane nel settore socio-assistenziale
(attività primarie e secondarie). 580 centri di erogazione beni primari;
130 servizi residenziali per le persone senza dimora; 106 mense; 78 servizi
residenziali per famiglie in difficoltà; 66 Centri di ascolto per immigrati.
Le risorse umane coinvolte nei servizi promossi dalle Caritas diocesane.
30.902 operatori in totale; di cui: 27.630 volontari.
Attività anti-crisi economica. 68 Fondazioni antiracket e antiusura; 806
iniziative anti-crisi economica attive presso 203 diocesi; di cui: 133 progetti
di micro-credito socio-assistenziale; 131 fondi diocesani di emergenza; 120
progetti di orientamento al lavoro; 70 progetti di microcredito per le imprese;
55 servizi per il problema casa; 45 empori e botteghe solidali.
Nel mondo. 56 i Paesi del mondo dove sono stati realizzati decine di
progetti e 297 microprogetti; 140 le iniziative condotte da un centinaio di
Caritas in Italia nell’ambito della campagna Zero Poverty, in occasione del
2010 “Anno europeo di lotta alla povertà”.
(Fonte Caritas Italia)

